Camera del lavoro

Alto Lazio

Vittoria della CGIL: il Tribunale di Civitavecchia restituisce dignità a cinque lavoratori. Riconosciuto il giusto inquadramento e le differenze retributive

Un’importante vittoria legale e sindacale contro il dumping contrattuale negli appalti pubblici. La Camera del Lavoro: “Nessuno sconto a chi calpesta i diritti”.

CIVITAVECCHIA – La giustizia ha fatto il suo corso e ha dato pienamente ragione al sindacato e ai lavoratori. Con la sentenza n. 556/2026 emessa lo scorso 28 aprile, il Tribunale di Civitavecchia ha accolto totalmente il ricorso presentato da cinque lavoratori, iscritti alla CGIL e assistiti con determinazione dall’Ufficio Vertenze della nostra Camera del Lavoro.

Al centro della vertenza, una pratica purtroppo ancora troppo diffusa nel mondo degli appalti: l’applicazione di un inquadramento illegittimo e di contratti non idonei, mirati unicamente a comprimere il costo del lavoro sulle spalle dei dipendenti.

I fatti e la sentenza

Il giudice del lavoro ha smontato la condotta dell’azienda datrice di lavoro, accertando che i cinque dipendenti svolgevano mansioni che richiedevano un inquadramento nettamente superiore rispetto a quello loro applicato. La sentenza ha quindi stabilito il sacrosanto diritto dei lavoratori a essere inquadrati al livello 2 del CCNL FISE Assoambiente, con il successivo e automatico passaggio al livello 2A una volta maturati i 5 anni di servizio, così come previsto dalla contrattazione nazionale di settore.

Ma non è tutto: il Tribunale ha condannato la società al pagamento di tutte le differenze retributive maturate negli anni a causa dell’inquadramento scorretto. Soldi sudati e dovuti, che finalmente torneranno nelle tasche di chi ha lavorato.

Un segnale forte per tutto il territorio di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo

Come CGIL e FP CGIL esprimiamo la nostra massima soddisfazione per questo risultato. Questa sentenza non è solo una vittoria per i cinque lavoratori coinvolti, a cui va il nostro plauso per non essersi arresi, ma rappresenta un precedente fondamentale per tutto il sistema degli appalti pubblici.

Viene ribadito un principio inderogabile: le aziende che vincono gli appalti non possono fare il “gioco delle tre carte” con i contratti. Hanno l’obbligo di applicare il contratto di settore coerente con il capitolato d’appalto e con le mansioni effettivamente svolte dai lavoratori.
Il nostro Ufficio Vertenze e i nostri delegati dimostrano, ancora una volta, di essere un presidio indispensabile di legalità e giustizia sociale. Continueremo a vigilare in tutti i luoghi di lavoro del nostro territorio per contrastare ogni forma di sfruttamento e di dumping contrattuale.

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